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Bonus edilizi: arriva la proroga per cessione del credito e sconto in fattura. Ma con più controlli

Con l’ultima versione del disegno di legge di Bilancio 2022, arriva la tanto attesa proroga delle opzioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito per tutti i bonus edilizi e non solo per il 110%, come, invece, previsto nel testo precedente. Per eco e sisma bonus ordinari, bonus facciate e detrazione Irpef 50% per le ristrutturazioni, in base all’ultimo testo dalla Manovra, i due meccanismi sono confermati anche per le spese sostenute nel 2022, nel 2023 e nel 2024. Per il 110%, invece, le due opzioni sono previste per le spese sostenute fino al 2025. Ma con la proroga arrivano anche maggiori controlli: per tutti i bonus edilizi diversi dal 110%, per la cessione dei crediti e lo sconto in fattura è richiesto il visto di conformità, mentre per il superbonus, il visto è necessario anche in caso di utilizzo della detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Salve le opzioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito per i bonus edilizi diversi dal 110%. L’attesa proroga della possibilità di trasferire anche eco e sismabonus ordinari, bonus facciate e detrazione Irpef 50% per le ristrutturazioni arriva con la nuova versione del disegno di legge di Bilancio 2022.

Nel testo uscito dal Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2021, infatti, compariva la conferma (fino al 2025) dei due meccanismi per il solo superbonus.

Ma fin da ora entrambe le opzioni devono fare i conti con i maggiori controlli introdotti dal decreto legge antifrodi (D.L. n. 157/2021), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 269 dell’11 novembre 2021, in vigore dal 12 novembre 2021.

 

Quali sono i bonus trasferibili

 

Il nuovo testo del disegno di legge di Bilancio 2022, dunque, intervenendo sul comma 1 dell’art. 121 del D.L. n. 34/2020, conferma, anche per le spese sostenute nel 2022, nel 2023 e nel 2024, le opzioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito per le detrazioni edilizie diverse dal superbonus 110%.

La versione aggiornata del ddl di Bilancio non modifica, invece, il comma 2 del predetto art. 121. Pertanto, i due meccanismi continuano ad essere applicabili esclusivamente ai bonus indicati nel suddetto comma.

In particolare, a seguito della proroga disposta dal ddl di Bilancio, per le spese sostenute nel 2022, nel 2023 e nel 2024, rimarrà possibile optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito per la detrazione Irpef del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, ovvero, interventi di:

  • manutenzione ordinaria (solo su parti comuni);
  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

Al riguardo si ricorda che, come chiarito nella circolare n. 30/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate, l’opzione sconto in fattura/cessione del credito può essere esercitata anche dagli acquirenti degli immobili facenti parti di interi fabbricati oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell’art. 3 del D.P.R. n. 380/2021 eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile e che hanno diritto alla detrazione di cui al comma 3 del citato articolo 16-bis del Tuir.

La chance di optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito rimane confermata (per le spese sostenute nel triennio 2022-2024) anche per:

  • ecobonus ordinario (di cui all'art. 14 del D.L. n. 63/2013) per interventi di riqualificazione energetica;
  • sismabonus ordinario (di cui all'art. 16 del D.L. n. 63/2013) per interventi di adozione di misure antisismiche, compreso il sisma bonus acquisti di cui al comma 1-septies spettante per l’acquisto di abitazioni situate in zona sismica 1, 2 e 3, facenti parte di edifici demoliti e ricostruiti anche con aumento di volumetria;
  • bonus facciate per interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti;
  • detrazione per l’installazione di impianti fotovoltaici di cui all'art. 16-bis, comma 1, lettera h) del TUIR.

Discorso a parte merita la detrazione per interventi di installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all'art. 16-ter del D.L. n. 63/2013. Anche il nuovo testo del ddl di Bilancio 2022 non prevede la proroga di tale agevolazione. Ne consegue che se non verrà confermata in futuri provvedimenti o durante l’iter di approvazione della legge di Bilancio, l’agevolazione potrà essere fruita solo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. La detrazione rimane, invece, nella versione superbonus 110% ai sensi del comma 8 dell’articolo 119 del D.L. 34/2020, come intervento “trainato”.

 

Sconto in fattura/cessione del credito per il superbonus 110%

 

Nell’ultima versione del ddl di Bilancio rimane la proroga delle opzioni per lo sconto in fattura e della cessione del credito per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025. Tale disposizione, tuttavia, deve essere coordinata con le diverse scadenze previste per i vari soggetti beneficiari.

In particolare, in base al ddl, il superbonus 110% spetta per le spese sostenute:

  • fino al 31 dicembre 2022, per gli interventi effettuati su edifici unifamiliari da persone fisiche - soggetti di cui al comma 9, lettera b) dell’articolo 119 del D.L. 34/2020 - nelle seguenti ipotesi:
    • qualora, alla data del 30 settembre 2021, risulti effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), ovvero, per gli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, risultino avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo abilitativo;
    • se gli interventi sono eseguiti da persone fisiche con ISEE non superiore a 25.000 euro annui su unità immobiliari adibite ad abitazione principale;
  • fino al 31 dicembre 2025, per gli interventi (compresi quelli effettuati su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione di cui alla lettera d) dell’art. 3 comma 1 del D.P.R. 380/2001) effettuati dai condomìni e dalle persone fisiche proprietarie uniche o in comproprietà di edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate - soggetti di cui al comma 9, lettera a) dell’art. 119 del D.L. 34/2020. La detrazione sarà pari al 110% sulle spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, per scendere al 70% per le spese sostenute nell’anno 2024 e al 65% per le spese sostenute nell’anno 2025;
  • fino al 31 dicembre 2023, per gli interventi effettuati dagli IACP (ed enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing) e dalle cooperative edilizie - soggetti di cui alle lettere c) e d) del comma 9 dell’articolo 119 del D.L. 34/2020 - a condizione che alla data del 30 giugno 2023 siano stati già ultimati lavori per una percentuale di completamento dell’intervento complessivo pari almeno al 60%.

In tutti gli altri casi, il termine ultimo per concludere i lavori per beneficiare del superbonus 110% resta confermato al 30 giugno 2022.

 

Maggiori controlli

 

La proroga della possibilità di trasferire i bonus edilizi si intreccia inevitabilmente con i maggiori controlli introdotti dal decreto legge antifrodi (D.L. n. 157/2021), in vigore dal 12 novembre 2021.

In base al nuovo decreto, infatti, per tutti i bonus edilizi diversi dal 110%, in caso di opzione per la cessione del credito/sconto in fattura per sarà necessario il visto di conformità e l’asseverazione tecnica di congruità delle spese sostenute.

Per il 110%, invece, il visto di conformità viene richiesto anche nel caso in cui il superbonus sia utilizzato dal beneficiario in detrazione nella dichiarazione dei redditi (finora invece l’obbligo era previsto solo nel caso di opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura).

Il visto non sarà necessario se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle Entrate, ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale.

 

Di Bruno Pagamici - Dottore commercialista in Macerata

Fonte IPSOA